Download Free Templates http://bigtheme.net/ Websites Templates
Incendio

Volto

La definizione di arte concettuale nel contesto dell'arte contemporanea si deve a Joseph Kosuth che la utilizzò verso la metà degli anni sessanta per definire il suo obiettivo di un'arte fondata sul pensiero e non più su un frainteso ed equivoco piacere estetico, l'artista si proponeva di richiamare lo spettatore a meditare sulla relazione tra immagine, parola e colore, in termini logici e semiotici.

“Cromie” è una forma d’arte che si ispira essenzialmente all’arte concettuale, nella quale i concetti e le idee espresse sono più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa. Le cromie, generalmente, sono volte ad esplorare la natura dell'arte.

“Cromie” è un’arte autoreferenziale.

Si comprende come un’espressione di questo tipo tende ad eliminare qualsiasi significato emozionale, per proporsi con lucida e fredda razionalità. L’obiettivo "concettuale" di Cromie è anche quello di fare a meno di opere materiali o durature. E da questo punto comincia il significato più pregnante del termine «concettuale»: un’arte che riesce a fare a meno dell'opera d’arte. Se guardiamo all’arte del ventesimo secolo da una particolare ottica, ci accorgiamo che l’evoluzione artistica ha seguito una linea di progressive "riduzioni" o "privamenti". E’ un’esperienza artistica che non produce opere ma solo eventi temporalmente limitati, la cui traccia rimane solo nella testimonianza dell’evento. L’attività di Cromie si esprime attraverso la performance o installazione, ricordando che, il significato di fondo è un’azione pianificata, il cui esito non è casuale ma è quello che specificamente l’artista vuole ottenere.

Nicoletta Tangaro