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Laguna

Dentifricio

Le "Cromie" nascono da uno studio approfondito sostituendo le lamine gelatinose trasparenti colorate con delle masse di colore trasparenti. Il materiale cromatico viene fissato su di un fondo costituito da una lastra di vetro sulla quale si intrecciano finissimi materiali eterogenei, in una esplosione improvvisa di luci, colori e materie che non lasciano dubbi sulla piacevolezza dell'impatto visivo.

Sono piccole composizioni realizzate con materiali diversi: trasparenti, semi-trasparenti e opachi, violentemente colorati, materie plastiche tagliate, strappate, bruciate, graffiate, liquefatte, incise, polverizzate; tessuti animali o vegetali, fibre artificiali o naturali con l'aggiunta di soluzioni chimiche. Questi materiali vengono inseriti all'interno di comuni diapositive che, proiettate, originano delle micro composizioni che tolgono fisicità alle opere e restituiscono, attraverso la luce, dimensioni monumentali e spettacolari. Non sono fotografie a colori, sono proiezioni dirette di materie.

La meraviglia si rivela nel momento in cui le masse cromatiche si intrecciano ai finisssimi materiali eterogenei, in una esplosione improvvisa di luci, colori e materie. Questa ricerca racchiude, a ben vedere, una caratteristica cruciale di un modo nuovo di intendere l'arte: sorpresa e spettacolarità che agiscono come leva al fine di avvicinare il pubblico alla poetica di un'arte fortemente innovativa.

Il tutto nasce dall’azione dell’artista che produce e dall’azione dello spettatore che è coinvolto operativamente nel processo di formazione dell’immagine. All’artista viene assegnato il compito di creare una struttura, uno spazio di lavoro con regole ben definite (un certo materiale, una data composizione, regole di utilizzo), allo spettatore invece è assegnato il compito di creare a piacimento, per pura soddisfazione estetica, una immagine che si adatta alla propria sensibilità, senza forzature o imposizioni. Le cromie dunque non sono immagini, ma una molteplicità di immagini non più statiche. Queste offrono l’occasione di riflettere sulla forma stessa del mondo, un mondo dinamico, in costante evoluzione, che può essere rappresentato e compreso solo attraverso una messa in scena di questa stessa trasformazione continua. Se la realtà non riposa, per parafrasare il futurista Umberto Boccioni, la pittura, uscendo dalla cornice di un quadro, diventa ormai spazio visitabile, dinamico, attraversabile, immateriale, diventando, dunque, un ambiente di luce, un’esperienza visiva, spaziale, totale e avvolgente.

Tra i differenti obiettivi di questa ricerca vi è anche quello di avvicinare la produzione artistica ad una dimensione culturale privata, cercando le modalità per un dialogo tra arte, sperimentazione e pubblico che includa elementi di divertimento, di spettacolarizzazione o di gioco come pre-condizione per il coinvolgimento degli spettatori. - Il vivere moderno ci ha dato la musica in dischi e poi in digitale, ora ci dà la pittura proiettata - si mette in risalto come, affinché davvero si possa realizzare un avvicinamento tra arte e vita quotidiana, sia necessario trovare le soluzioni adeguate anche a problemi di natura tecnologica, in modo che la fruizione di un’opera possa avvenire con i mezzi più adeguati ai linguaggi della contemporaneità.

Nicoletta Tangaro